CARATTERISTICHE EDITORIALI E FISICHE
Volume in buone condizioni, LEM 4 o giù di lì a causa di uno strappo nella prima pagina, evidente in foto più giù. Per il resto costina integra e coesa, copertina e quarta di copertina ottime pur se con qualche segno e un minimo residuo di colla, angoli squadrati, corpo solido, pagine ingiallite ma manco tanto, rilegatura ottima. Pare di leggere un numero mooooolto più recente.
Volume in buone condizioni, LEM 4 o giù di lì a causa di uno strappo nella prima pagina, evidente in foto più giù. Per il resto costina integra e coesa, copertina e quarta di copertina ottime pur se con qualche segno e un minimo residuo di colla, angoli squadrati, corpo solido, pagine ingiallite ma manco tanto, rilegatura ottima. Pare di leggere un numero mooooolto più recente.
Come è successo per ogni singolo numero di Urania recensito finora, anche questa è una prima edizione italiana. Il titolo originale è Beyond This Horizon, inizialmente pubblicato in due parti, sotto lo pseudonimo di Anson MacDonald, su Astounding Science Fiction a partire dall'Aprile 1942, e in volume unico solo nel 1943 per i tipi di Fantasy Press. Sicuramente visionario, il libro si è preso un bel premio Retro-Hugo nel 2018 come miglior romanzo del 1943.
La traduzione è di Maria Gallone, il cui lessico è delizioso come al solito.
I denari "tinniscono", gli aggeggi sono "cinciafruscoli", i volti assumono espressioni di "pecorina mortificazione", in un gruppo di persone "s'intese un tramestìo agitato, come di consulta", ostentare la propria superiorità significa atteggiarsi "a gallo della Checca", le cose in malora "vanno a Patrasso" e ritroviamo anche l'uso del termine "soverchia" tanto caro a Gallone, già riscontrato in altre sue traduzioni come quella del numero precedente, il che suggerisce che dietro Dalloro - lo pseudonimo condiviso tra lei e il marito - in quel caso ci fosse la signora.
Una particolarità degna di nota relativa alla traduzione è il fatto che nel romanzo viene menzionato il calcio. O meglio, il football, di cui Grantland Rice, grande cronista sportivo della prima metà del ventesimo secolo il cui nome appare nello stesso paragrafo, si occupò estesamente.
Peccato che Rice si occupò di football americano, non certo di soccer, come si chiama negli USA il nostro calcio, il che mi fa sospettare che Gallone non lo sapesse o, più probabilmente, abbia deciso di ignorarlo per non menzionare uno sport praticamente sconosciuto al lettore italiano del 1952. Un adattamento culturale, insomma.
Le illustrazioni interne sono di un Carlo Jacono in grande spolvero, ma con un uno stile sorprendentemente diverso dal solito. Di norma i suoi disegni sono molto contrastati, con neri densi e chiari luminosi dovuti a un sapiente uso del tratteggio, mentre qui vediamo inchiostrature più sfumate, campiture a mezza tinta più simili a quelle di Belt in cui si scorgono dei tratteggi, ma grossolani e meno definiti.
RECENSIONE (SPOILER!)
Nelle prime venti pagine succede di tutto e niente, ovvero, si svolge una serie di scenette che servono a delineare il contesto in maniera efficace - come se Heinlein avvertisse urgente fregola di spiegare tutto il suo mondo in un colpo solo e cercasse di farlo senza infodump.
Il protagonista Hamilton Felix (prima il cognome, sempre, per tutti) va a trovare in ufficio il suo amico Monroe-Alpha Clifford, economista. Parlano per un paio di pagine di economia spiegando - più o meno - perché il lavoro è ormai opzionale dato che esiste una cosa chiamata "dividendo economico" (una sorta di UBI), in un discorso pieno di tecnicismi che non faccio finta di capire: forse perché le mie nozioni di economia sono troppo elementari, forse perché la traduzione non aiuta. Hamilton invita poi l'amico a cena a un ristorante a pagamento, cosa relativamente superflua perché il cibo, buono e nutriente, fa parte del dividendo. Lì scopriamo, grazie a una zampa di granchio caduta nel bicchiere di una cliente nella balconata sottostante al tavolo dei due amici, che tutti sono armati fino ai denti, i duelli sono cosa all'ordine del giorno e iniziano alla minima provocazione ma è possibile indossare un "bracciale della pace" inteso a indicare che non si è disposti ad aderire a questo costume, al costo di un po' di disapprovazione sociale.
Dopo la cena Hamilton si infila in un bar dove, in una chiacchierata col gestore, viene fuori che l'ingegneria genetica è talmente diffusa che i pochi "naturali di controllo" che esistono sono considerati una preziosa minoranza e ricevono un dividendo persino maggiore degli ingegnerizzati.
Questa parte, in particolare, è spiegata con dovizia di particolari scientifici coerenti con le conoscenze genetiche del 1942, anno in cui fu scritto il romanzo.
Insomma, una partenza al fulmicotone, piena di informazioni, che però risulta scorrevole, divertente e imprevedibile, trasportando efficacemente il lettore nel mondo di quel pazzo scatenato che è stato il buon Robert Anson.
Il giorno seguente il nostro protagonista, dopo aver dormito in un letto ad acqua ipertecnologico che al mattino lo lava, lo sbarba e lo massaggia, viene convocato da Mordan, il suo Moderatore, figura che si occupa di selezionare la discendenza genetica degli individui. Il mondo di Hamilton è infatti basato sull'eugenetica e i portatori dei migliori geni sono incoraggiati a fare figli per far emergere le caratteristiche ritenute migliori in ogni linea di sangue. Hamilton è stato convocato perché è uno scapolone che inventa macchine da gioco per lavoro, incluse quelle installate nel primo parco dei divertimenti lunare (l'intero Sistema Solare è colonizzato, pare), e il Moderatore Mordan ritiene che sia ora che faccia dei figli.
Per spiegargliene il motivo, parte un infodump colossale che illustra i motivi storici per cui è nato l'attuale sistema economico e sociale. Principalmente le cause sono le diverse guerre intervenute, di cui due "genetiche" causate da un "Gran Khan" che aveva deciso di creare tredici razze di "ipercefali" e varie altre, tutte estinte dopo la sua sconfitta, nonché un sano conflitto atomico nel 1970. Il caos convinse l'umanità che era necessario estirpare la voglia di ammazzarsi a vicenda e che il modo migliore di farlo fossero selezione genetica e ingegneria sociale per generare solo "pecore" e non "lupi".
Peccato che l'attitudine alla violenza sia determinata dalla "isola Parmalee-Hitchcock nel nono cromosoma", così dominante nella specie che la "riserva" creata per gli individui aggressivi rimasti mosse guerra al resto dell'umanità, con la conseguenza che al momento della narrazione tutti discendono dai "lupi" e non ci sono più pecore.
Riprendete fiato.
Riprendete fiato.
Servirà.
Fatto?
Da quel momento in poi lo scopo è stato selezionare le migliori caratteristiche disponibili – ad esempio, l'avere denti perfetti a prescindere dalla dieta e dalla cura che se ne ha –non con la coercizione, ma solo con la persuasione e tanta, invasiva ingegneria genetica sui feti, in cui vengono inseriti i tratti considerati vantaggiosi. In conseguenza di ciò, l'intera popolazione ha denti perfetti perché si è scelto di preservare e diffondere questa caratteristica.
Tutto questo lunghissimo discorso, che non riassumo per intero, serve a cercare di convincere Hamilton a procreare perché la sua linea genetica è "stellare", cioè assolutamente perfetta sotto ogni aspetto, e quindi preservarla nel tempo sarebbe di gran beneficio alla specie (o "razza", come si dice nel libro, traducendo alla lettera l'inglese "race" invece di usare "specie"). Quel che il Moderatore vuole da lui è preservare le sue caratteristiche da übermensch finché l'intera specie umana non ne sia dotata allo stesso modo.
Ma Hamilton non ne vuole sapere mezza. Secondo lui "non vi è alcun senso in tutta questa inutile puzzonata". Pur piacendogli essere vivo, trova che l'esistenza non abbia senso in generale, se l'umanità si estinguesse a lui non fregherebbe nulla e non vede perciò perché dovrebbe contribuirvi. Uno dei motivi, poco razionali e molto personali, è che non è riuscito a diventare un "sintetista", cioè uno dei decisori politici che determinano la rotta dell'intera specie come il Moderatore che gli sta di fronte, perché gli manca una memoria eidetica.
Che Mordan si offre di aggiungere ai suoi discendenti.
Hamilton rifiuta ancora.
Il Moderatore allora gli mostra la donna che avrebbero scelto per lui (alla faccia della libera scelta), una sua cugina di quinto grado, nuda in piscina, e gli illustra i diagrammi genetici di entrambi. Questa è la scena che ha ispirato la copertina, ma chiaramente Caesar non poteva mettere nudità su un periodico Mondadori nel 1953 e si è limitato a un paio di belle gambe scoperte che, comunque, erano ancora ragionevolmente osé. Perché ha deciso per questa scena? Vattelappesca. Il nostro protagonista non si lascia convincere, almeno in apparenza. Segue un altro lungo spiegone delle leggi della genetica a partire da Mendel.
Avrete capito l'antifona: Heinlein non si preoccupa nemmeno un po' di nascondere il fatto che per lui il mondo che ha inventato è incredibilmente eccitante e ce lo deve raccontare tutto per filo e per segno.
Fino a questo momento, un romanzo del genere causerebbe conati a qualunque editor moderno e non troverebbe mai la strada per la pubblicazione.
E invece!
Invece prende una piega assolutamente imprevedibile, perché qui cominciano l'azione e l'intrigo.
Si cambia scena, introducendo la "orto-moglie" di Monroe-Alpha che lo "molla per il suo bene" ma senza acrimonia, perché a suo giudizio lui non è più felice con lei, prima che si rechino a una festa. La moglie (ex? Orto?) se ne va a nuotare in piscina e lui si imbatte in un individuo che, sfruttando la sua dimestichezza con la matematica, vuole proporgli la costruzione di una macchina capace di individuare con esatta precisione posizione, velocità e tutto il resto di ogni cosa esistente nell'universo, come già fa il "Planetario Balistico di Buenos Aires" per i corpi del sistema solare. Alla stessa festa Hamilton, invece, viene avvicinato da un individuo parte di una segreta confraternita eversiva, il Circolo dei Sopravviventi, a cui l'attuale sistema genetico non piace affatto. Hamilton, incuriosito, vi si iscrive e scopre che sono eugenetisti alla Gran Khan (o Hitler, per fare un paragone reale) e vogliono instaurare una dittatura di superuomini al comando di "razze inferiori", ognuna con una sua specializzazione.
Trova spazio anche un siparietto, se così vogliamo chiamarlo, con la quinta cugina di Hamilton che va a trovarlo di sorpresa per vedere con chi l'abbia "accoppiata" il Moderatore Mordan, visita che risulta in una violenta aggressione (per "mettere al suo posto" la "donna indipendente") con molestia sessuale inclusa (dei baci forzati) in cui Heinlein mette in mostra una buona dose di sessismo casual anni '40. Capiamoci, niente di strano per il periodo, ma quel passaggio (che trovate qui sotto in foto) oggi stride parecchio.
Dopo aver picchiato e molestato sua cugina, Hamilton, da buon cittadino, va a spifferare del Circolo dei Sopravviventi al Moderatore Mordan, che tutto felice lo istiga a continuare a frequentarli per fare da agente al governo. Dopotutto, con la sua genetica "stellare", non potrà che assumere un ruolo dominante all'interno dell'organizzazione e disinnescarla.
Ho detto troppo?
Siamo a pagina 55, non ho ancora detto nulla, ho a malapena introdotto gli elementi di base che si dipaneranno nel corso del romanzo.
Non riassumerò ulteriormente la vicenda per non togliervi il gusto di leggere questa roba folle.
Si tratta infatti di un romanzo prettamente heinleniano, dove la filosofia politica, l'economia, l'etica, la sociologia e persino l'epistemologia prendono possesso del palco a scapito della caratterizzazione dei personaggi o dell'azione, che servono più a illustrare le idee dell'autore che altro.
In mezzo a tutto questo finiscono l'immortalità, la reincarnazione, la telepatia, un paio di vivaci sparatorie, e la smetto qui perché dovete leggerlo. E già che ci siete, se vi piace il genere del "romanzo che illustra teorie economiche e sociopolitiche", consiglio anche A noi vivi, scritto da Heinlein nel 1938 e sconosciuto fino al 2004, quando il manoscritto venne rivenuto e pubblicato.
Il numero si chiude con la terza parte di un romanzo giallo di Rex Stout con Nero Wolfe, "Niente fiori all'ambrosia", che ovviamente non recensisco perché non è fantascienza. In coda troviamo la consueta rubrica "Curiosità Scientifiche", che stavolta si occupa di rettili volanti (con le approssimative conoscenze del tempo) e sfenodonti, lucertole con un terzo occhio, nonché la paginetta "enimmistica" che chiede ai lettori di contribuire inviando giochini da pubblicare.
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Copertina insolitamente sexy per gli anni '50. |
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Costina in splendido stato. |
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Prodotti ormai scomparsi in quarta di copertina. |
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Quando Mondadori pubblicava Topolino! Quando ero piccolo era ancora così. |
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Sul frontespizio, firma incomprensibile e data del volume. |
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"Romanzo biologico" è una definizione piuttosto accurata, ma solo perché "eugenetico" suonava male. |
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In questo libro TUTTI hanno un'arma, o quasi. |
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La scena che ha ispirato la copertina: Hamilton e Mordan spiano la quinta cugina del primo mentre si fa il bagno nuda. Sheeesh. |
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Che schifo le donne! -____- |
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In questa foto e nella seguente, un po' di sessismo anni '40, violenza verso le donne e perché no, pure molestie sessuali. Charming. |
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In questa foto e nella precedente, un po' di sessismo anni '40, violenza verso le donne e perché no, pure molestie sessuali. Charming. |
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È mio fermo convincimento che illustrare questa scena di aggressione serva solo a mostrare gambe femminili nude al lettore. |
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"Macchina cacazecchini" mi fa scompisciare. |
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Nel futuro vestono tutti malissimo. |
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Pubblicità della collana gemella de I Romanzi di Urania, che pubblicava roba a puntate e racconti. Durata solo 14 numeri. |
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Nel futuro non solo tutti si vestono malissimo, ma hanno anche il grilletto facile. |
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Sparare a qualcuno non è un problema, ma prenderlo a pugni è considerato barbaro... americani! |
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Dunning-Kruger ante-litteram. |
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"Hai tentato di ammazzarla? Suvvia, che sarà mai: prova di nuovo a corteggiarla, ti perdonerà." |
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Razzismo casual. |
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La signora anziana col sigaro è bellissima. |
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"Il picco della civiltà è spararci a vicenda." |
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L'illustrazione appare inquietante, la scena nel libro non lo è. |
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Prossima Recensione in Guanti Bianchi! |
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Mai sentito! |
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I Gialli erano la collana di punta della Mondadori al tempo, bisognava tirar dentro anche i lettori di Urania. |
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Rubrica fiacchina, in questo numero. |
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Sarei curioso di leggerlo. |
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Rubrica enigmistica. |
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Piano dell'opera e pubblicità di Urania Rivista. |
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Non ho idea di chi sia, ma sono ignorante quindi ci sta. |