05 dicembre 2025

I primi 100 numeri di Urania ordinati per frequenza degli autori

Se state male come me, ogni tanto vi vengono malsane idee del genere. Ad esempio cominciate a chiedervi "quale autore ha scritto più numeri nei primi 100?" 

Ecco la risposta. 

7- Alfred Elton VAN VOGT 

    n° 8 - 20 GEN. 1953 Il segreto degli Slan
    n° 10 - 20 FEB. 1953 Anno 2650
    n° 12 - 20 MAR. 1953 Le armi di Isher
    n° 17 - 10 GIU. 1953 Hedrock l'immortale
    n° 24 - 20 SET. 1953 La casa senza tempo
    n° 27 - 10 NOV. 1953 Crociera nell'infinito
    n° 34 - 10 FEB. 1954 I ribelli dei 50 soli
 

5 - Jack WILLIAMSON

    n° 4 - 20 NOV. 1952 Il figlio della notte
    n° 6 - 20 DIC. 1952 La legione dello spazio
    n° 29 - 10 DIC. 1953 Gli uomini della cometa
    n° 32 - 20 GEN. 1954 L'enigma del Basilisco
    n° 94 - 1 SET. 1955 Gli umanoidi
 

4- John WYNDHAM

    n° 3 - 10 NOV. 1952 L'orrenda invasione
    n° 35 - 20 FEB. 1954 Il risveglio dell'abisso
    n° 49 - 10 LUG. 1954 Avventura su Marte
    n° 56 - 20 SETT. 1954 Le onde del Sahara
 

4- John W. jr. CAMPBELL

    n° 30 - 20 DIC. 1953 Martirio lunare
    n° 40 - 10 APR. 1954 Avventura nell'iperspazio
    n° 42 - 30 APR. 1954 L'atomo infinito
    n° 87 - 14 LUG. 1955 I figli di MU
 

4- Jerry SOHL

    n° 50 - 20 LUG. 1954 Morbo orrendo
    n° 65 - 20 DIC. 1954 Pionieri dell'infinito
    n° 68 - 20 GEN. 1955 Vampiri della morte
    n° 74 - 20 MAR. 1955 Resurrezione
 

3 - Arthur Charles CLARKE

    n° 1 - 10 OTT. 1952 Le sabbie di Marte
    n° 19 - 10 LUG. 1953 Preludio allo spazio
    n° 54 - 30 AGO. 1954 Isole cosmiche
 

3- Eric Frank RUSSELL   

    n° 7 - 10 GEN. 1953 Schiavi degli invisibili
    n° 16 - 20 MAG. 1953 Il pianeta maledetto
    n° 51 - 30 LUG. 1954 Le sentinelle del cielo
 

3 - Murray LEINSTER    

    n° 52 - 10 AGO. 1954 Bivi nel tempo
    n° 88 - 21 LUG. 1955 Il pianeta dimenticato
    n° 99 - 6 OTT. 1955 L'altra dimensione
 

2 - Robert Anson HEINLEIN    

    n° 5 - 10 DIC. 1952 Il terrore dalla sesta luna
    n° 15 - 10 MAG. 1953 Oltre l'orizzonte

2 - Theodore STURGEON    

    n° 11 - 10 MAR. 1953 Cristalli sognanti
    n° 62 - 20 NOV. 1954 Nascita del superuomo
 

2 - Edmond HAMILTON   

    n° 14 - 20 APR. 1953 Guerra nella galassia
    n° 23 - 10 SET. 1953 Agonia della Terra
 

2 - Jimmy GUIEU    

    n° 21 - 10 AGO. 1953 Terrore sul mondo
    n° 55 - 10 SETT. 1954 I figli del diluvio
 

2 - L. Ron HUBBARD    

    n° 37 - 10 MAR. 1954 L'uomo che non poteva morire
    n° 89 - 28 LUG. 1955 Le quattro ore di satana
 

2 - Jean Gaston VANDEL    

    n° 43 - 10 MAG. 1954 Attentato cosmico
    n° 61 - 10 NOV. 1954 La rivolta dei nani
 

2 - Vargo STATTEN    

    n° 44 - 20 MAG. 1954 Universo in fiamme
    n° 69 - 30 GEN. 1955 L'oro viene dal cielo
 

2 - Wilson TUCKER    

    n° 45 - 30 MAG. 1954 Signori del tempo
    n° 66 - 30 DIC. 1954 Tele-homo Sapiens
 

2 - James BLISH    

    n° 47 - 20 GIU. 1954 Mondi invisibili
    n° 97 - 22 SET. 1955 Il ritorno dall'infinito
 

2 - J. T. MC INTOSH    

    n° 48 - 30 GIU. 1954 Perfetta invasione
    n° 98 - 29 SET. 1955 I pianeti della libertà
 

2 - Sam Jr. MERWIN    

    n° 71 - 20 FEB. 1955 Il futuro che uccide
    n° 76 - 10 APR. 1955 Le amazzoni
 

Tutti quelli con un libro solo:

Poul ANDERSON    n° 90 - 4 AGO. 1955 La città perduta
Isaac ASIMOV    n° 20 - 20 LUG. 1953 Paria dei cieli
C. H. BADET    n° 78 - 30 APR. 1955 Decimo pianeta
Alfred Gordon BENNETT    n° 28 - 20 NOV. 1953 Sconfitta dei semidei
Leigh BRACKETT    n° 26 - 20 OTT. 1953 La legge dei Vardda
Fredric BROWN    n° 25 - 10 OTT. 1953 Assurdo universo
Francis CARSAC    n° 63 - 30 NOV. 1954 Galassia maledetta
Hal CLEMENT    n° 59 - 20 OTT. 1954 Stella Doppia 61 Cygni
Lee CORREY    n° 75 - 30 MAR. 1955 Operazione Centauro
Robert CRANE    n° 91 - 11 AGO. 1955 L'occhio invisibile
Roger DEE    n° 93 - 25 AGO. 1955 Follia planetaria
L. S. DE CAMP    n° 13 - 10 APR. 1953 Gorilla Sapiens (con S. P. Miller)
Lester DEL REY    n° 2 - 20 OTT. 1952 Il clandestino dell'astronave
Yves DERMEZE    n° 100 - 13 OTT. 1955 Il titano dei cieli
David DUNCAN    n° 84 - 23 GIU. 1955 Il pianeta nero
Max EHRLICH    n° 39 - 30 MAR. 1954 L'occhio gigante
Franco ENNA    n° 73 - 10 MAR. 1955 L'astro lebbroso
Anthony GILMORE    n° 36 - 30 FEB. 1954 Il falco degli spazi
Gabriel GUIGNARD    n° 58 - 10 OTT. 1954 Arca 2000
Charles HENNEBERG    n° 92 - 18 AGO. 1955 La nascita degli dei
L. R. JOHANNIS    n° 41 - 20 APR. 1954 C'era una volta un pianeta...
Raymond F. JONES    n° 96 - 15 SET. 1955 Il cittadino dello spazio
J. D. KERRUISH    n° 85 - 30 GIU. 1955 Il mostro immortale
Cyril M. KORNBLUTH    n° 72 - 28 FEB. 1955 L'èra della follia
Philip LATHAM    n° 81 - 2 GIU. 1955 L'astronave fantasma
Richard MARFTEN    n° 64 - 10 DIC. 1954 L'èra del dinosauro
S. P. MILLER    n° 13 - 10 APR. 1953 Gorilla Sapiens (con L. S. de Camp)
Alan E. NOURSE    n° 86 - 7 LUG. 1955 La rivolta dei titani
Norvell W. PAGE    n° 33 - 30 GEN. 1954 La morte azzurra
Rog PHILLIPS    n° 82 - 9 GIU. 1955 Trappola nel tempo
Festus PRAGNELL    n° 38 - 20 MAR. 1954 Il popolo verde
Fletcher PRATT    n° 83 - 16 GIU. 1955 Nettunio 237
Philip SAINT JOHN    n° 67 - 10 GEN. 1955 Razzi verso il nulla
Curt SIODMAK    n° 60 - 30 OTT. 1954 Il cervello mostro
Clifford Donald SIMAK    n° 18 - 20 GIU. 1953 Anni senza fine
M. Roger SOREZ    n° 79 - 10 MAG. 1955 Tentazione cosmica
William F. TEMPLE    n° 9 - 10 FEB. 1953 Il triangolo quadrilatero
Naïm TELDY    n° 77 - 10 APR. 1955 I giorni dell'atomo
Jack VANCE    n° 53 - 20 AGO. 1954 I vandali dello spazio
Erik VAN LHIN    n° 46 - 10 GIU. 1954 Sfere di fuoco
R. M. WALLISFURTH    n° 80 - 20 MAG. 1955 S.O.S. dischi volanti
Bryce WALTON    n° 95 - 8 SET. 1955 Figli dell'abisso
Emilio WALESKO    n° 31 - 10 GEN. 1954 L'Atlantide svelata
Dennis WHEATLEY    n° 22 - 20 AGO. 1953 Minaccia occulta
Donald A. WOLLHEIM    n° 70 - 10 FEB. 1955 Il mistero di Saturno
 

28 settembre 2025

Urania n. 17 - Hedrock l'immortale di Alfred Elton Van Vogt

 

CARATTERISTICHE EDITORIALI E FISICHE  
 
Il volume si presenta quasi perfetto: costina integra, copertina con ottimi colori nonostante gli angoli esterni non perfetti, pagine bianche all'interno, ancora elastico e insomma, niente da segnalare. LEM 4.5/5. Sul frontespizio troviamo l'usuale firma incomprensibile, stavolta scritta con una stilografica blu il cui inchiostro trapassa il foglio, più la data: Giugno 1953.
 
Il romanzo appare per la prima volta, in forma seriale, su Astounding Science Fiction dal Febbraio all'Aprile 1943. Questa versione divenne poi un hardcover nel 1947, stampato in una tiratura di sole 1000 copie per i tipi di Hadley Publishing Company. Posto la copertina perché mi piace un sacco!
 

 
Van Vogt poi rimaneggiò ampiamente il testo, che uscì nuovamente nel 1952 per Greenberg in edizione riveduta e corretta con una copertina, se possibile persino più fica. 
 
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhje0xFJxr9t1r4SaD7Xr1hdRVle7WLRqJbT4SlIg5qu78Vyp-nf5_NdE7gnSoLjCmY_YW9XVAHSbIVl2La0jcruzQ5IoSKQWHd1M-s8VKBwF0w1pwlwCDwrOxtVNijQJdBT-jUNdsfepyM/s1600/makerstitle.jpg 
 
Posto le copertine originali perché, in tutta franchezza, quella di Caesar mi piace molto di meno, nonostante sia magistrale come sempre: non c'azzecca nulla col contenuto del romanzo ed è, al confronto, generica e stereotipata.
 
Le illustrazioni interne sono di Carlo Jacono e, come al solito, sono STREPITOSE. 
 
Ancora una volta, poi, ci troviamo davanti alla prima edizione italiana di un'opera che ha fatto la storia della fantascienza. 
 
La traduzione, affidata a Rosetta Colli come il n. 12 (Le armi di Isher), è così così. Persevera l'impressione che abbiamo di fronte una traduttrice di classici, poco avvezza al lessico inglese del tempo e non a suo agio con la fantascienza. La prosa di Van Vogt, che in originale è moderna, asciutta ma non sterile, qui diventa pomposa, piena di fraseggiare complesso e termini aulici irreperibili in inglese. Per esempio se un personaggio ritiene di non fare qualcosa di rischioso, è perché "non poteva correrne l'alea" e, in generale, il tono è un po' troppo alto. Meglio del volume precedente, però! Nelle foto trovate vari esempi per farvi un'idea.
 
Trovo invece deliziosa la technobabble. Ci sono armi "a 9000 cicli" (gotta love early SF) e fioccano gli stratoplani, autoplani, merciplani, naviplani (descritti come "costruzione a torpedine dardeggiante su ali di energia atomica", che è un filino poetico), e ogni altro tipo di "plani" che vi vengano in mente. 
Essi poi usano "gavitelli", che è difficile immagine in contesti diversi da quelli marittimi, e fanno sorridere i collegamenti via "telestato" (ad onor del vero, "telestats" in originale), che sono "raccordi" (tentativo di tradurre "link", ci ho messo un po' a capirlo), e un liquido al (o di) destrosio che diventa "liquido destrosio".
 
La traduzione del titolo in particolare mi lascia sconcertato: non riesco a capire per quale motivo stravolgerlo, nonostante mi piaccia così. Forse per non fare confusione col volume precedente? Mi pare che Le armi di Isher e I fabbricanti d'armi (come lo intitolò fedelmente Ugo Malaguti nella sua traduzione del 1977 per Libra Editrice) possano convivere senza problemi, a cinque numeri di distanza, nonostante la ripetizione del termine "armi". C'è da dire però che Hedrock l'Immortale mi sembra un titolo migliore: così sarà ristampato su Urania 424 nel 1966 e nel 2006, con traduzione di Valla, nel n.46 di Urania Collezione.
 
Per chiudere, devo purtroppo segnalare UNA MAREA di errori di battitura, molti più della media del periodo, a ulteriore testimonienza del fatto che l'Urania degli esordi fu un'operazione un po' casareccia in senso editoriale: tanto impegno e tanta passione, ma redazione minuscola e pochi soldi.


RECENSIONE (SPOILER!)
 
Per me è una rilettura, ma una di quelle strane.
Il volume che ho letto io, infatti, è quello in lingua inglese del 1947, prima della massiccia revisione autoriale che non avevo idea fosse mai avvenuta, così mi sono ritrovato straniato e un po' confuso: sono andato a riprendere in mano il testo originale per controllare e ho scoperto che l'intero punto di vista di Neelan, un personaggio secondario, è stato tramutato in quello di Hedrock, il protagonista del titolo, e certi eventi accadono in maniere e tempi diversi. Vi sono innumerevoli differenze che non starò a elencare, perché si tratta di modifiche irrilevanti ai fini dell'efficacia del testo, ma in generale direi che il libro ha giovato della revisione e risulta più scorrevole ma, ahimé, non più ordinato e  focalizzato: vedremo poi perché.

Le vicende si svolgono sette anni dopo quelle de The Weapon Shops of Isher (Le armi di Isher, Urania n.12), nello stesso contesto: il sistema solare è sotto il governo imperiale della dinastia Isher, la cui corrente sovrana è Innelda e a cui si oppongono i tecnologicamente più avanzati Negozi d'Armi, il cui ruolo è proprio di fornire armi per la difesa ai cittadini nel più classico stile Americano del Second Amendment. A differenza del demenziale stato attuale (e passato) degli USA reali, in cui ogni settimana qualcuno si mette a sparare in una scuola, qui la gente usa davvero le armi per controbilanciare il controllo assoluto della tirannia e non contro i bambini.
 
La situazione, però, si complica quando l'Imperatrice Innelda scopre che alla sua corte c'è una spia dei Negozi d'Armi, Il capitano Roberto Hedrock. Lo abbiamo già conosciuto in Le armi di Isher, ma lì era un personaggio secondario mentre qui è il protagonista assoluto.
Di lui sapevamo, grosso modo, solo che era immortale. Qui scopriamo perché: 4000 anni prima aveva iniziato a trafficare con una tecnica sperimentale per aumentare la taglia delle cose viventi, ma qualcosa era andato storto e si era accorto dopo qualche anni di non poter morire. Da quel momento – e qui glielo vediamo fare, vedi foto più sotto – ha cercato di replicare i risultati di quell'esperimento su un numero infinito di ratti, in modo da poter condividere questa sua scoperta col resto dell'umanità.
Il buon Hedrock, infatti, è proprio questo: buono. Generoso, lavora per il bene collettivo dell'umanità e la sua intera esistenza è trascorsa nel tentativo di migliorarne le sorti. Nel corso del romanzo scopriremo infatti che è stato lui a creare tanto l'Impero Isher quanto i Negozi d'Armi, in modo da donare al genere umano un periodo di pace e stabilità, per quanto sul filo del rasoio.
 
Questa stabilità viene compromessa quando, nel corso di una discussione a palazzo, Innelda annuncia a lui e a tutti i convenuti che intende giustiziarlo. Il nostro però, non è un pivello e non si fa fregare: monta una difesa tanto astuta e cogente che riesce a fuggire, apprendendo nel contempo che l'Imperatrice nasconde al mondo l'invenzione di un motore "intrastellare" (ma non sarebbe "inter"?).
Purtroppo viene subito intercettato e catturato da una squadra di uomini dei Negozi d'Armi, il cui Consiglio ha iniziato a sospettare che sia una qualche sorta di spia, per l'Impero o per suoi scopi misteriosi. Si ritrova quindi poco dopo nella medesima situazione da cui è appena uscito, ma scappa anche da qui grazie al fatto che 4000 anni di esperienza gli hanno insegnato a pianificare a lungo termine e a ficcare vie di fuga e armi nascoste in ogni edificio che frequenta. 
 
Da qui in poi la trama è incentrata su Innelda che si rifiuta di rivelare alla popolazione la splendida invenzione, per paura che i Negozi d'Armi se ne possano impadronire, e i Negozi stessi che sobillano la popolazione contro di lei nella speranza che si arrenda e ammetta la scoperta. Si scatena una sarabanda di avventure che includono viaggi interstellari involontari, scienziati che lavorano in segreto, giganti che distruggono città, intrighi di corte, viaggio nel tempo, matrimoni imperiali, alieni simili a ragni, telepatia ad anni luce di distanza e insomma, chi più ne ha più ne metta. 
 
Non dico altro perché qui il divertimento è nell'esperienza: si gira la pagina chiedendosi che caspita d'altro si è inventato 'sto matto. 
 
Il numero si chiude con la quinta puntata di Niente fiori all'ambrosia di Rex Stout, che continuerò a non recensire perché è un giallo, seguito dalla rubrica scientifica dall'inquietante titolo La Terra cadrà nel sole? e dal sempreverde angolo enigmistico.
 
Come sempre, mi soffermo sulla rubrica. È per me fonte di sempiterna meraviglia scoprire che aspetto avessero i confini della conoscenza astronomica negli anni '50. In questo caso si parla di un'ipotesi per cui, dato che esiste un campo magnetico galattico, questo abbia un'influenza sull'orbita dei pianeti, in special modo quelli rocciosi contenenti elementi sensibili al magnetismo.
Si supponeva infatti che la Terra, centinaia di milioni di anni fa, fosse lontana dal Sole quanto Plutone, e che nel giro di altre centinaia di milioni di anni si sarebbe trovata alla distanza di Mercurio, perché il campo magnetico galattico "frena" il suo moto, in maniera impercettibile, facendole perdere slancio dai tempi in cui era stata "emessa" dal Sole.
Oggi sappiamo che i pianeti non sono stati "emessi" dal Sole e che, ben prima che la nostra orbita possa decadere significativamente, la nostra stella esaurirà l'idrogeno e si espanderà in una gigante rossa che ingoierà i pianeti interni. Noi potremmo, in effetti, ritrovarci nell'atmosfera solare, ma non per i motivi qui delineati. 
 
Dicevo, all'inizio, che il romanzo è un po' caotico. Van Vogt stesso affermava che molte delle idee per le sue storie gli venivano in sogno, al punto che spesso si svegliava di notte per prendere appunti. Leggendo questo appare evidente, perché la trama è sconnessa, le varie parti collegate in maniera un po' improvvisata e il comportamento di personaggi che già conosciamo, come Innelda, è spesso contrario al loro carattere per come viene descritto.
 
Ciononostante ci troviamo davanti a una space opera classicissima, piena di pistole, cannoni e persino anelli (!) a raggi, razzi spaziali, viaggi nel tempo, alieni, scienza implausibile ma spettacolare, fughe, inseguimenti, bombardamenti, poteri mentali di vario tipo e teorie politiche e psicologiche d'altri tempi, nonché innumerevoli colpi di scena che non esito a definire bizzarri. Non ai livelli di Slan, ma superiore a Le armi di Isher, per i miei gusti. 
 
Vi consiglio di leggerlo se amate l'avventura sfrenata con protagonisti altruisti, coraggiosi e infallibili, perché i colpi di scena sono spesso imprevedibili e l'ottimismo che si respira in ogni pagina oggi si trova raramente.
 
Bella macchina, anche se non c'entra un tubo col romanzo!

Questi della Rumianca si devono essere comprati un bel po' di quarte di copertina, ho perso il conto di quanti numeri portano questo annuncio.

La costina è IMPECCABILE!
 
Seconda di copertina con la pubblicite de "Il libro del giorno".
 
Frontespizio firmato a stilografica invece che a biro.
 
Maledetta stilografica! Nella sinossi il curatore, Monicelli, spoilera un dettaglio sull'Imperatrice Innelda che, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da lei per com'è descritta, rientra negli stereotipi femminile del 1949 senza un pensiero.
 
JACONO TI AMO, illustrazione di partenza STREPITOSA. Bellissimo l'incipit del romanzo, in media res, che ci immerge subito nell'azione.
 
Cerchio rosso inserito da me: non so se è un errore di battitura o una scelta stilistica, dato che si tratta di dialogo, ma diamine.
 
Termini desueti, ok, ma "quegli" è BELLERRIMO e dovremmo tornare a usarlo.
 
Anch'io ho dei folti mustacchi! Grande fan.
 
"Principe del Curtin" fa tanto "Contessa del Beglait", come in Diabolik. Bella l'espressione "essere a giorno", anche se al tempo già si utilizzava "aggiornato".
 
In un quarto di pagina Jacono rende due espressioni meravigliose, bella composizione. Innelda è bellissima e quadra con le descrizioni, Hedrock lo facevo un po' più attempato.
 
I "bilioni" sono un vezzo della traduttrice, dato che non sono "miliardi" (billions) come in originale ma molto, molto di più.
 
Ogni tanto sono "trasmettitori vibrazionali", ogni tanto "trasmettitori vibratori", ergo una forma di teletrasporto (in orig. vibratory transmitters). Scarsa revisione del testo, temo.
 
IL GIGARATTO È BELLERRIMO!
 
Daje con la telepatia!
 
Con queli anelli Hedrock fa meraviglie.

Nell'originale la gente "applica la trasparenza" ("Neelan laid the transparency down on the steps", ad esempio), qui la Colli si lancia nell'invenzione di un apparecchio chiamato "trasparenziatore". Valente tentativo, ma meh.

I dettagli della scrivania mi fanno impazzire. Voglio anch'io tutti quei pulsanti e cursori! E un calamaio per la stilografica!

La prossima Recensione in Guanti Bianchi. Non vedo l'ora, di Simak ho letto pochissimo.

Credo quella "scala-comandi" abbia una C di troppo.

Ahio!

L'abitacolo di un "cosoplano". In questo caso si tratta di un "naviplano intrastellare".

Questo è Greer, il tizio con la scrivania piena di pulsanti, quelal di spalle è l'Imperatrice Innelda.

Nelle macchine da scrivere di un tempo mancavano alcuni tasti a cui noi, utenti di computer, siamo abituati. Per la precisione 1, 0 e le lettere accentate. Si faceva per semplificare la meccanica delle macchine e contenere i costi, quindi era uso indicare 1 con la "i" maiuscola o la "L" minuscola, 0 con la "o" maiuscola e gli accenti con gli apostrofi (à=a'). Ecco perché quella cifra ha un grossa I maiuscola alla fine!

Cosa sia il "semicerchio automatico del timone" e come il protagonista riesca a contare 180 "tic" in rapida successione mentre rischia di svenire per la velocità lo lascio alla fantasia del lettore.

Se l'erba è grigia sai che è un pianeta alieno!

Tutti vogliono fare la pelle a Hedrock!

GODZILLA LEVATE

Chissà chi è quello dietro. Una guardia?

Per parafrasare Douglas Adams, la parte peggiore di viaggi nel tempo è descriverli. Ah, e tono aulico aggratis.

Hedrock ne passa di cotte e dicrude.

Un giorno deciderò di procurarmi anche i 12 numeri di Urania Rivista, ma non è questo il giorno.

C'è un gruppo di scienziati che.. ma no, ho già spoilerato abbastanza. Però posso dirvi che l'erba è grigia.

Il copricapo dell'Imperatrice mi fa scompisciare.

Immortale o no, una porta robusta è una porta robusta.

Lo Sputnik sarebbe stato lanciato solo 4 anni dopo e non fu costruito in orbita, ma al tempo si sognava in grande.

Chissà se nel contempo su I Gialli Mondadori pubblicavano romanzi di fantascioenza a puntate? Nel caso lo sappiate fate un fischio, sono curioso.

"E grazie al cazzo" lo ha detto nessuno? :D

Sempre interessante!

Ancora pubblicità per Urania Rivista.

Ma qualcuno di voi sta provando a risolvere rebus, schemi e indovinelli? Volete foto più chiare?

Di prossima pubblicazione, nell'ordine, i numeri 18, 23, 22, 20, 19, 21, 24. Non avevano ancora le idee chiare sull'ordine, direi, o si sono imbattuti in contrattempi editoriali che, fidatevi, non mancano MAI.

Pubblicità ai (e figuriamoci) Gialli Mondadori.